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Evani: “Con Baresi insieme 13 anni, restando rossonero rischiò la carriera. Lui era il Milan”

“C’era solo un Capitano”. Chicco pensa a Kaiser Franz tra fedeltà, sacrifici e successi. E che partita in finale contro il Brasile di Romario…

Marco Guidi

Giornalista

4 agosto – 08:23 – MILANO

Le giovanili, il debutto tra i grandi, la retrocessione in Serie B e poi le vittorie con Sacchi e Capello nel Milan di Berlusconi. Chicco Evani ha vissuto tutte le ere del Franco Baresi rossonero, le più buie e le più luminose, fin dagli inizi. “Io arrivai a Milano a 14 anni, lui era un po’ più grandicello di me e andava già ad allenarsi con la prima squadra. Si vedeva che aveva una marcia in più e tutti erano convinti che sarebbe diventato un calciatore da Milan”. 

La realtà ha poi superato l’immaginazione? 

“Beh, possiamo ben dirlo. Ricordo Franco titolare a 18 anni nella squadra che ha vinto lo scudetto della stella. Non era ancora il Capitano, ma aveva la personalità del leader e per noi ragazzini delle giovanili era già un esempio”. 

Lei debuttò in prima squadra nel 1980-81, con il Milan in Serie B dopo la scandalo del calcioscommesse.

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