di Fabio Savelli
Il report della Commissione Ue: popolazione in calo dal 2029, fecondità ai minimi storici e forza lavoro in calo. L’immigrazione attenua il declino ma non basta a fermare l’invecchiamento
L’Europa sta entrando in una nuova era demografica. Non si tratta di una crisi temporanea, ma di una trasformazione destinata a cambiare in profondità economia, welfare e mercato del lavoro. La fotografia scattata dal nuovo Demography Report 2026 della Commissione europea racconta un continente che continua a vivere più a lungo, ma fa sempre meno figli e si avvia a perdere popolazione. Un equilibrio che rischia di mettere sotto pressione pensioni, sanità, conti pubblici e capacità di crescita.
Il ritorno agli anni ’70
Il primo dato è simbolico. Oggi nell’Unione europea vivono 450,6 milioni di persone, ma il picco sarà raggiunto già nel 2029, quando la popolazione arriverà a 453,3 milioni. Da quel momento inizierà un lento ma costante declino: nel 2050 gli abitanti saranno circa 445 milioni, mentre a fine secolo scenderanno a meno di 399 milioni, tornando ai livelli della seconda metà degli anni Settanta.
L’età mediana
Il fenomeno è già iniziato. Dal 2012 nell’Unione i decessi superano ogni anno le nascite. Se la




