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Euro digitale, svolta storica a Strasburgo: l’Europarlamento vota sì. Ecco cosa cambia

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Il Parlamento europeo approva gli emendamenti sull’euro digitale: perché in gioco c’é il futuro dell’Europa

Le chiavi della sovranità monetaria europea sono passate, oggi 10 febbraio, per un’aula di Strasburgo. Non si è trattato di un voto legislativo in senso stretto, ma di qualcosa che gli somiglia pericolosamente: una conta politica sull’euro digitale che spiega se l’Europa intenda davvero costruire una propria infrastruttura dei pagamenti o se preferisca affidarsi, ancora una volta, a fornitori extracomunitari. Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea, ha scelto toni inconsueti: «Vi imploro di andare avanti con la proposta», ha dichiarato con un’urgenza che rivela quanto la partita sia delicata, anche per lei.

La posta in gioco per l’Europa

Dietro la moneta digitale si nasconde una questione che travalica la tecnica finanziaria e tocca la geopolitica. Senza l’euro digitale, ha avvertito Lagarde, l’Europa continuerà a dipendere da «infrastrutture offerte da fornitori non europei». Una condizione che, a suo avviso, non è indipendenza, non è sovranità. Lo ha scandito con forza la numero uno della Bce, ricordando agli eurodeputati che «detengono le chiavi» la rapidità con cui il progetto potrà prendere forma. Il contante fisico resta essenziale, ma la sua quota nei pagamenti quotidiani è

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