
Il consiglio comunale approva il documento per il 2026. Incrementi per i servizi a domanda individuale. «Tesoretto» dall’Irpef
I conti del Comune di Napoli migliorano, questo è vero. Il disavanzo di 5 miliardi ereditato dal passato — si legge nel Bilancio 2026 approvato dal Consiglio comunale — è diminuito di 1,65 miliardi. Così come è vero che i fornitori non sono più pagati ogni quattro mesi ma, ora, a 30 giorni dalla presentazione della fattura. Ma è vero anche che, dal “Patto per Napoli” in poi, sono aumentate molte tasse: nel 2022 e nel 2023 è cresciuta l’addizionale regionale Irpef dello 0,1% l’anno. Stessa cosa è accaduta per la tassa di sbarco in aeroporto da 2 euro introdotta sempre col Patto per Napoli. Stesso ragionamento per la tassa di soggiorno, cresciuta l’anno scorso, nell’anno del Giubileo, di un euro a notte per ogni tipologia di alloggio; ma che crescerà ancora di un altro euro per notte per persona anche nel 2026. Soldi dai quali Palazzo San Giacomo recupererà circa 4 milioni che serveranno per sterilizzare la Tari che altrimenti sarebbe cresciuta per tutti già da due anni. «Sconto» di cui beneficia comunque solo chi è in regola con i pagamenti.




