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Ermal Meta: «Non si può dire “Gaza” o “Palestina”, come se fossero bestemmie. Ma la vera bestemmia è il fatto che vengano cancellate»

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di Alice Scaglioni

Il cantante porta a Sanremo il brano «Stella stellina», dedicato a una bimba morta a Gaza

DALLA NOSTRA INVIATA 
SANREMO – «Oggi non si può dire Gaza o Palestina, come se fosse una bestemmia, ma la vera bestemmia è che vengano cancellate». Così Ermal Meta, durante la conferenza stampa nell’Ariston Roof di Sanremo, parla del significato della canzone che porta in gara, «Stella stellina», dedicato a una bambina di Gaza. «Se non ascolti il testo, forse ti viene anche da ballare con questa canzone – dice Meta -. Poi ascolti le parole e quello che senti ti frena per un attimo. Poi lo dimentichi e torni a ballare. È quello che succede anche nella vita di tutti i giorni, quando scrolliamo sui social». 

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Il problema, secondo Ermal Meta, è il mondo che viviamo oggi. «Vediamo gattini, feste, palestra e bambini che muoiono: diventa tutto uguale, tutto insieme, ma non è così. Oggi gli adulti fanno molto più rumore dei bambini, e questo lo trovo preoccupante. E il nostro è un silenzio che ci auto-infliggiamo».

Il riferimento è anche alla frase che

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