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Eredità, la «legittima» danneggia lo sviluppo di un’impresa? I problemi del passaggio generazionale

di Redazione Economia

Analisi dell’avvocato Paolo Ludovici: «La legittima si calcola sul valore dell’impresa alla data del decesso. Il risultato è paradossale: chi ha generato valore può trovarsi a compensare chi non ha contribuito in alcun modo»

La legittima, ossia la quota del patrimonio che la legge italiana riserva obbligatoriamente ad alcuni eredi come coniuge e figli, deriva da un principio storico adattato all’evoluzione della società e dei costumi, pensato per garantire equità e tutela familiare, «ma che oggi mostra segni di profonda inadeguatezza rispetto all’evoluzione economica e sociale del Paese», spiega Paolo Ludovici, partner dello studio Gatti Pavesi Bianchi Ludovici. 

Sistema rimasto immutato

L’attuale sistema è rimasto praticamente immutato dalla Rivoluzione Francese ma la società, i costumi e l’influenza della religione sono anch’essi rimasti immutati? «Si parla di “famiglia” e non di “famiglie” o di “famiglia allargata”; il divorzio non era consentito; la filiazione extra coniugale era diffusa ma non accettata; i membri della famiglia vivevano sotto lo stesso tetto o addirittura nello stesso Paese. Soprattutto: la famiglia si intendeva una comunità di produzione piuttosto che di consumo», ragiona Ludovici.

L’ostacolo alla continuità d’impresa

In un sistema come quello italiano, dove il 90% delle imprese

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