
di Redazione online
I giudici bocciano l’azione legale dei fratelli John, Lapo e Ginevra Elkann che aveva come obiettivo dimostrare che anche negli ultimi anni di vita il «centro degli interessi» della nonna Marella Caracciolo era radicato in Svizzera
«La domanda è dichiarata inammissibile». Sarebbe questo il responso del Tribunale Civile di Thun, in Svizzera, sull’azione legale intrapresa dai fratelli John, Lapo e Ginevra Elkann che aveva come obiettivo dimostrare che anche negli ultimi anni di vita la residenza e il «centro degli interessi» della nonna, Marella Caracciolo, rimasero radicati nel territorio della Confederazione. Il Tribunale svizzero ha dichiarato che non procederà all’esame del caso relativo alla residenza di Marella. Il fascicolo è il cosiddetto «Thun 2», aperto per iniziativa di John Elkann, e non riguarda la validità di testamenti e accordi, ma l’effettività della residenza e del «centro degli interessi» di Marella a Laenen, località nel Cantone di Berna.
Il dispositivo non contiene ulteriori spiegazioni ed è, in massima parte, un elenco di «spese giudiziarie» da sostenere. Per esempio, stabilisce che, qualora non venga richiesta una motivazione scritta, la «tassa giudiziaria» da versare sarà ridotta e ai tre ricorrenti saranno chiesti solo 155 mila franchi (in totale) anziché




