
di Michele Farina
Il filo rosso delle «ragazze», spunta l’ex consigliera di Obama Kathryn Ruemmler. L’ex premier laburista norvegese Jagland dopo l’imbarazzo dovrà affrontare l’accusa di corruzione aggravata
Dei cinquecento e passa interlocutori principali di quel milione e 400 mila mail inviate e ricevute da Jeffrey Epstein nell’arco degli anni, quali nomi alimentano maggiormente la nostra curiosità? In quella tela fitta di relazioni in cui, secondo la dettagliata conta dell’Economist, il 20% erano finanzieri, il 10% scienziati e medici, l’8% gente dei media e dello spettacolo e il 6% appartenenti a ciascuna delle seguenti categorie — avvocati, politici, accademici, uomini d’affari —, si potrebbe delineare una sorta di divisione politica nel gruppo degli «amici» del grande tentatore? Erano più i liberal o i conservatori, i repubblicani o i democratici? Destra o sinistra in Europa?
Poiché «il potere è la retorica più persuasiva» (Friedrich Schiller) e «la forza sempre attrae gli uomini di dubbia moralità» (Albert Einstein), tenuto conto che «quando si tratta di denaro, siamo tutti della stessa religione» (Voltaire), si dovrebbe concludere che nella tela bipartisan di Epstein hanno zampettato in tanti e di tutti i colori, non si sa bene se nella parte dei ragni




