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Epatite A e pesce crudo: il limone non basta

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L’attuale focolaio di Epatite A registrato in Campania, con oltre 130 contagi accertati tra Napoli e provincia, ha riacceso i riflettori su un’insidia che molti consideravano un ricordo del passato. L’allerta, legata principalmente al consumo di frutti di mare crudi, mette in luce la fragilità della nostra sicurezza alimentare quando si ignorano le regole d’oro della prevenzione. Ma cosa accade esattamente al nostro organismo e perché alcuni cibi sono più pericolosi di altri?

Non solo un’influenza: come riconoscere l’Epatite A e le differenze tra i virus

L’infettività dell’Epatite A è particolarmente subdola a causa dei suoi tempi di reazione. Il virus HAV (Hepatitis A Virus) ha infatti un periodo di incubazione che varia dai 15 ai 50 giorni (Fonte: OMS), durante il quale il soggetto è già contagioso pur essendo asintomatico. Solo dopo settimane compaiono stanchezza, febbre, urine scure e il caratteristico colorito giallastro della pelle (ittero).

È fondamentale non confondere questa forma con le epatiti B, C o D. Mentre queste ultime si trasmettono attraverso il sangue o i fluidi corporei e possono diventare croniche, l’Epatite A — insieme alla variante E — è tipicamente alimentare. Si trasmette per

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