
di Danilo di Diodoro
La stimolazione di questa lunghissima e ramificatissima via di comunicazione fra organi interni e cervello sta suscitando crescente interesse a livello di ricerca e trovando inedite applicazioni in clinica
Si potrebbe dire che vaga nel corpo umano. E, man mano che si dipana, con le sue diramazioni innerva organi, muscoli e strutture di controllo, arrivando fino all’intestino. È un lungo nervo che si chiama proprio nervo vago, il decimo dei 12 nervi che nascono a livello del cranio. Rappresenta una fondamentale struttura di controllo del sistema nervoso autonomo.
Le sue fibre sensitive raccolgono informazioni in tanti punti degli organi interni e le fanno giungere al cervello, mentre le sue fibre motorie contribuiscono al movimento di muscoli, come quelli della faringe, del sistema gastroenterico e di quello genitourinario.
Regolatore dell’equilibrio
Viste queste peculiarità, è coinvolto in molte disfunzioni, anche se la maggior attenzione è rivolta soprattutto al suo fondamentale ruolo di regolatore dell’equilibrio del sistema nervoso autonomo, costituito da due parti: il sistema nervoso simpatico e il sistema nervoso parasimpatico o vagale. «Il sistema nervoso autonomo è l’interfaccia tra il cervello e il corpo» spiega Nicola Montano, professore ordinario di Medicina interna all’Università di Milano




