
di Gloria Bertasi
Di Rubba, lombardo, è il tesoriere del partito: nel curriculum, la macchia della condanna per peculato. I malumori nel partito per il nome «forestiero»
Fronda contro il candidato del centrodestra alle suppletive. E il seggio che fu dell’oggi presidente del Veneto Alberto Stefani traballa. A beneficiarne, l’avvocato di Porto Viro Giacomo Bovolenta, moderato di Italia dei valori in lizza per il centrosinistra la cui campagna elettorale fa proprio leva sui maldipancia del territorio: «Un polesano contro un catapultato». Il problema, già emerso nei malumori che serpeggiavano tra i leghisti subito dopo la scelta, è appunto il nome di chi corre per un posto a Roma nel collegio di Rovigo e della Bassa padovana: il lombardo Alberto Di Rubba, fedelissimo di Matteo Salvini, commercialista e tesoriere federale della Lega con però una macchia sul curriculum vitae. Di Rubba è stato infatti condannato per peculato nell’ambito di un’inchiesta sulla Lombardia Film Commission.
Il «patto» e i malumori
Il nome è stato accettato in sede di federale e anche dal direttivo regionale in una sorta di patto di gratitudine per quanto Salvini si è speso per la candidatura di Stefani alla presidenza del Veneto. Tutte motivazioni che però




