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Elezioni provinciali in Trentino, il Pd: «Nel capoluogo il centrosinistra è solido. Ora al lavoro nelle valli, la vittoria è possibile»

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di Marika Giovannini

Il coordinatore Dem, Italo Gilmozzi, è soddisfatto del lavoro portato avanti in Comune. E sulla sicurezza dice: «I parchi vanno vissuti, non recintati»

Italo Gilmozzi torna indietro di qualche giorno. E visualizza, di nuovo, i «colori» delle regioni del Nord-Est all’indomani del referendum sulla giustizia: «Il Trentino è stata l’unica macchia rossa, con la vittoria del No, in mezzo a regioni blu, dove invece il Sì ha prevalso» ricorda il coordinatore cittadino del Pd. Che ci tiene a far notare «l’apporto positivo della città» nel risultato complessivo della provincia. Per poi guardare avanti. In una prospettiva verso le elezioni provinciali del 2028 che già, nel centrosinistra, sta animando il dibattito. Con una valutazione comune: la partita, anche per Gilmozzi, al prossimo appuntamento elettorale «è contendibile».

Coordinatore Gilmozzi, in un Trentino dove il No ha prevalso, il capoluogo si è confermato la roccaforte del centrosinistra. Con una percentuale del No superiore al resto della provincia. Soddisfatto?
«Sicuramente il referendum ha confermato il rapporto positivo tra il centrosinistra — e il Pd — e la comunità cittadina. Un rapporto che appare consolidato».

Non è un caso che lo stesso assessore provinciale leghista Roberto Failoni abbia

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