
di Federico Nicoletti
Linea dura sulle proposte del gruppo, che ha proposto un taglio di 1.454 posti di lavoro
Crisi Electrolux, governo e Regioni tornano a chiedere all’azienda piani sostenibili e studiano soluzioni specifiche per uscire dall’impasse. È il quadro della giornata di ieri sulla crisi del gruppo dell’elettrodomestico, uscito dal vertice in videocollegamento tra il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, e le Regioni (per il Veneto il presidente Alberto Stefani) toccate dai 1.454 esuberi riproposti venerdì da Electrolux, 420 nello stabilimento trevigiano di Susegana (240 operai e 180 dei 360 impiegati), spingendo i sindacati a fermare la trattativa, richiamando in campo Urso.
Le posizioni in campo
Il vertice è ripartito da lì. Primo dato politico: la linea non cambia sul no al piano con gli esuberi ripreso da Electrolux: «Ribadiamo con chiarezza la volontà di preservare stabilimenti e occupazione – ha sostenuto Urso – con un piano fondato su investimenti e produzione sostenibile nel tempo». E ancora, Urso: «È importante la condivisione con le Regioni su strategia ed obiettivi: ci rafforza nel confronto con l’azienda, giunto a una fase decisiva». «Continuiamo a difendere le posizioni, non faremo un passo indietro», ha aggiunto il governatore del Friuli Venezia




