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El Mencho non c’è più, e ora che succede?

El Mencho non c’è più, e ora che succede?

di   sara gandolfi

Bentrovati,
«El Mencho», il narcotrafficante più pericoloso e ricercato del mondo, è morto. Buona parte del Messico, e in particolare le roccaforti del Cartello Jalisco Nueva Generacion, come la località turistica di Puerto Vallarta, sono state messe a ferro e fuoco dai suoi seguaci. La pace ora sembra tornata, anche se forse è solo apparente. I negozi e le scuole hanno riaperto, i bagnanti hanno ripreso d’assalto le spiagge, e la «zona zero», dove nelle ore immediatamente successive alla fine di «El Mencho» si è scatenato l’inferno, è presa d’assalto dai turisti stranieri che fotografano le carcasse di veicoli bruciati e le macchie di sangue rappreso. Fascino di un Messico che ama danzare con il macabro e la guerra. E ora, cosa succederà?
È il grande interrogativo che tormenta analisti e politici nel Paese nordamericano, e non solo. Guido Olimpio ci ha raccontato sul Corriere la sfida per la successione (non priva di rischi). E se il presidente della Fifa Gianni Infantino afferma di avere «fiducia totale nel Messico» per le partite dei Mondiali di

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