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Edilizia, la riforma è bloccata: sanatorie facili e condoni veloci a rischio, mancano le coperture

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I rilievi della Ragioneria dello Stato su coperture e maggiori oneri per la pubblica amministrazione del Ddl approvato dal governo a dicembre 2025

A dicembre il Consiglio dei ministri aveva dato il via libera alla riforma del Testo Unico dell’edilizia per rendere commerciabili abitazioni con difformità non gravi rispetto agli standard attuali. Ora però l’iter per l’approvazione definitiva della riforma rischia di diventare travagliato. Il testo, infatti, è fermo alla Ragioneria dello Stato, dove è in corso un’indagine approfondita sulle coperture, che sta tenendo in stallo la riforma. 

Cosa prevede la riforma

Il provvedimento approvato dal Cdm chiede di affidare una delega al governo per riscrivere le norme sull’edilizia dando vita a un nuovo codice che innovi le regole del Tue, il Testo unico dell’edilizia, che risale al 2001. Il governo ha un anno di tempo per farlo. Con il codice dovrebbe diventare più facile sanare gli immobili realizzati anche prima del 1° settembre 1967, data di entrata in vigore della cosiddetta Legge Ponte. Come ha spiegato Gino Pagliuca sul Corriere della Sera, «per sanare abusi commessi su questi immobili si amplierà il ventaglio di fattispecie per le quali non sarà più necessario il rispetto della doppia conformità, ovvero la regolarità

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