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«Earth Hour 2026», sessanta minuti al buio per difendere il Pianeta

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di Silvia Morosi

Sabato 28 marzo 2026 alle 20.30 torna «Earth Hour – L’Ora della Terra», la più grande mobilitazione globale per il clima e la natura promossa dal Wwf, quest’anno alla sua ventesima edizione

L’Italia spegne le luci per la Terra. Sabato 28 marzo alle 20.30, da Trento a Palermo, passando per le grandi città e i piccoli centri, centinaia di monumenti simbolo e luoghi iconici resteranno al buio per un’ora in occasione di «Earth Hour, l’Ora della Terra», la più grande mobilitazione globale per il clima e la natura promossa dal Wwf, quest’anno alla sua ventesima ricorrenza. Obiettivo? Spegnere le luci per un’ora per accendere l’attenzione sulla crisi climatica e il futuro del Pianeta.

Per la prima volta nella storia di «Earth Hour» si spegneranno a Roma non solo il Colosseo e San Pietro, la Camera e il Senato, ma anche la Fontana dell’Acqua Paola (Fontanone) al Gianicolo. Tra gli altri parteciperanno anche la Torre del Filarete del Castello Sforzesco di Milano; il Maschio Angioino e alcune chiese simbolo di Napoli (tra cui Duomo, la Basilica dell’Incoronata e la Basilica di San Giovanni Maggiore); la Mole Antonelliana a Torino; piazza San Marco a Venezia; la Fontana del Calamo

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