
di Corriere Animali
Dopo il caso degli scimpanzé «ubriachi» l’Università di Berkeley ha svolto dei test sul campo. E ha rilevato livelli alcolici significativi in gran parte degli animali. «Gli stessi che genererebbero un paio di drink negli umani»
Il loro «nettare degli dei» non è a base di uva, ma di mela stella bianca. Però il risultato è lo stesso: fermentazione, alcol, convivialità. L’anno scorso avevano fatto il giro del mondo le immagini di un gruppo di scimpanzé selvatici seduti in circolo, come vecchi amici, con al centro un maxi «African breadfruit» in condivisione. Allora era solo una ipotesi. Ora, i test delle urine lo confermano: queste scimmie consumano alcol.
Grazie agli sforzi di Aleksey Maro, uno studente laureato della University of California Berkeley, ,è stato possibile scrivere una nuova pagina, che colma un gap cruciale nell’ipotesi della scimmia «ubriaca» formulata dagli scienziati: l’idea cioè che gli scimpanzé – e probabilmente molti altri animali – ingeriscano naturalmente alcol nella loro dieta e addirittura lo cerchino. Se si vuole misurare il loro consumo di alcol, in un ambiente come la foresta pluviale ugandese, e in una situazione in cui per ovvie ragioni l’etilometro è impraticabile, l’unica soluzione è raccogliere campioni




