di Massimiliano Jattoni Dall’Asén
In Italia circolano 1,8 milioni di e-bike. Secondo Assoutenti e Fiab, in alcune città otto mezzi controllati su dieci sono irregolari. Ma l’Italia non è la prima: nei Paesi Bassi già installati 247 dispositivi di verifica
Prima i monopattini, adesso le biciclette elettriche. La mobilità sostenibile, nata per liberare le città dal traffico, si ritrova a fare i conti con motori truccati, controlli e sanzioni da capogiro. L’ultima novità si chiama «bici-velox», una sorta di autovelox per le e-bike che permette di scoprire se dietro l’aspetto innocuo di una bicicletta si nasconde, in realtà, un piccolo ciclomotore senza targa né assicurazione.
Chi viene sorpreso fuori dalle regole rischia di pagare caro: secondo Assoutenti e Fiab (Federazione italiana ambiente e bicicletta), le multe, in presenza di più violazioni, possono arrivare fino a 15mila euro, oltre al sequestro del mezzo. Una stretta che, denunciano le due associazioni, rischia però di produrre un paradosso tutto italiano: mentre si affilano gli strumenti contro le biciclette elettriche irregolari, per i monopattini continuerebbe a regnare il «far west».
Il fenomeno ha ormai dimensioni considerevoli. Secondo le stime diffuse dalle due associazioni, in Italia circolano circa 1,8




