
Trionfare in pista non basta se il contesto frena. Costi energetici elevati, concorrenza asiatica e barriere commerciali mettono alla prova un modello vincente che punta ad andare oltre il motorsport. Serve il supporto delle istituzioni
Lorenzo Baroni e Adriano Bestetti
2 gennaio – 13:13 – MILANO
Ducati sta probabilmente vivendo il suo periodo di massimo splendore in termini di successi in pista, specialmente in MotoGP (con le vittorie e i titoli iridati conquistati da Pecco Bagnaia, Jorge Martin e di Marc Marquez e delle varie evoluzioni della Desmosedici), ma negli ultimi anni ha anche intrapreso un percorso di crescita che va ben oltre la semplice dimensione sportiva. Sfruttando al massimo il vecchio adagio “Vinci la domenica, vendi il lunedì (in inglese Win on Sunday, Sell on Monday“, infatti, la casa di Borgo Panigale ha progressivamente ampliato la propria gamma entrando con convinzione in segmenti che, solo una manciata di anni fa, le erano del tutto estranei. E questo senza rinunciare alla sua inconfondibile identità basata su performance, stile e alta tecnologia: tratti distintivi che ne fanno un esponente di primo piano della tanto sbandierata eccellenza manifatturiera italiana.
competizione globale—




