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Dragamine, scafi amagnetici, droni e sub: come lavorano i cacciamine della Marina italiana

di Francesco Bertolino

L’Italia ha una flotta di otto cacciamine con equipaggi di circa 40 operatori specializzati. Ma al momento, fonti ufficiali smentiscono un coinvolgimento delle nostre dragamine nello sminamento dello Stretto di Hormuz

Ripubblichiamo questo articolo di marzo dedicato ai cacciamine della Marina italiana dopo che nelle scorse ore è circolata la notizia che gli Usa avrebbero richiesto i dragamine tricolori nel Golfo. Fonti ufficiali, però, hanno spiegato al Corriere che «al momento non è previsto nessun coinvolgimento dell’Italia. 

Hormuz è uno stretto minato o no? Fra minacce e smentite, il dubbio è ormai seminato ed è sufficiente a bloccare i traffici nel braccio di mare, attraverso il quale fluiva il 20% del petrolio e del gas naturale liquefatto globali. Se davvero, però, l’Iran ha posato mine a Hormuz, allora il blocco di questa arteria globale rischia di durare a lungo, anche oltre l’eventuale fine delle ostilità.

L’esperienza della Marina

Economiche e facili da piazzare, infatti, le mine navali sono ancora oggi le armi con maggior potere di deterrenza e la loro eventuale presenza nello stretto iraniano potrebbe avere effetti dirompenti sui commerci e sulle economie globali. Un’operazione di sminamento richiede infatti mesi. La Marina Militare

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