
di Camilla Bianchi
La video-installazione con i personaggi delle canzoni del cantautore al Palazzo della Ragione. La mostra in Accademia Carrara con le carte del mazzo Colleoni
Marinella danza, Angiolina salta la corda, Andrea, pastrano e bisacce, «s’è perso e non sa tornare», il Pescatore issa la rete mentre Bocca di rosa, capelli sciolti e veste leggera, si sottrae allo sguardo dello spettatore. E via così, in un susseguirsi di musica e immagini, per una buona mezz’ora. I personaggi di 31 canzoni di Fabrizio De André prendono vita nelle tre maxi carte da gioco — alte quattro metri e larghe due — posizionate sotto le volte della Sala delle Capriate, a Palazzo della Ragione.
Un omaggio al cantautore genovese
Un trittico a comporre un quadro in movimento, un omaggio al cantautore genovese e al suo ultimo tour «Mi innamoravo di tutto» che il 20 dicembre 1997 lo portò ad esibirsi anche a Bergamo, al Palazzetto dello sport. «Volta la carta», cantava De André, invitando a sfidare la sorte e a fare i conti con un futuro incerto. Sul palco — chi quella sera era presente lo ricorderà bene — accanto ai musicisti c’erano proprio i tarocchi, spunto per




