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Dopo Hormuz, trema Panama: El Niño, con la siccità, minaccia l’altro «chokepoint» del commercio globale

di Stefano Agnoli

Lo stretto di Hormuz sotto tensione e Panama ora a rischio siccità per El Niño: i principali colli di bottiglia del commercio globale minacciati tra geopolitica e clima, con impatti su traffici e supply chain. Costi di transito verso l’alto

Non è un buon momento per i «chokepoints» internazionali, i colli di bottiglia del commercio marittimo mondiale. Se lo Stretto di Hormuz è bloccato per le convulsioni della guerra e della geopolitica, il transito per il Canale di Panama, passaggio quasi obbligato tra Pacifico e Atlantico, potrebbe nel prossimo futuro essere a rischio per la siccità legata al ritorno di El Niño nell’emisfero terrestre meridionale. 

Il preallarme

Il preallarme è stato suonato dal Prediction Center del Noaa, l’agenzia federale Usa che si occupa del monitoraggio e dello studio di atmosfera, oceani e clima. Gli eventi legati a El Niño – quelli che fanno cioè seguito all’innalzamento ogni 2-7 anni delle temperature del Pacifico centro-orientale – comprendono solitamente anche la drastica riduzione delle piogge in America Centrale, una dinamica che colpisce i livelli dell’acqua del Lago Gatun, il bacino artificiale sul fiume Chagres che rifornisce il sistema di chiuse del Canale di Panama. E il

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