
Il primo a fare un passo coraggioso per «sfrondare» la Casa reale era stato nel 2019 il re di Svezia, Carlo XVI Gustavo, alleggerendo le finanze pubbliche di contributi, appannaggi, a favore dei figli cadetti, Carl Philip e Madeleine. Seguito poi nel 2022 dalla Danimarca della regina Margrethe che aveva fatto la scelta di privare i figli del secondogenito, il principe cadetto Joachim, del titolo di principe nel solco del new normal di molte corti europee. Per questo si può dire che quelle nordiche hanno fatto da apripista. E così oggi i figli di Joachim sono (soltanto) conti di Monpezat. «La mia decisione è stata presa da tempo. Con i miei 50 anni sul trono è naturale che io guardi indietro ma anche avanti – aveva spiegato la regina -. E’ mio dovere e mio desiderio come regina assicurare che la monarchia si modelli sempre al passo con i tempi». In fondo, che la via per riconquistare la piena simpatia popolare per i Windsor passi per ancora più trasparenza e sostenibilità dell’istituzione, l’ha ricordato dalle colonne del Corriere anche il consigliere della Corona Sir Richard Needham.




