
Intervista al responsabile dell’organizzazione di FdI Giovanni Donzelli: «Abbiamo un programma da completare, a partire dal tema sicurezza. La premier in Aula? Quando serviva non si è mai sottratta»
ROMA – Onorevole Giovanni Donzelli, il No al referendum è stato un terremoto o una slavina che porta giù tutto?
«È la sinistra che spera nella drammatizzazione o in un cortocircuito. Non ci sarà. Stiamo lavorando serenamente per il bene degli italiani».
Però, drammi e dimissioni ce ne sono state. Altri?
«Sono state fatte scelte per lavorare senza essere intralciati da polemiche inutili».
Delmastro, Bartolozzi e Santanchè non sono state le spine nel fianco del governo?
«Non certo loro, ma le polemiche potevano essere d’intralcio. Anzi ringrazio Andrea, Giusi e Daniela che hanno anteposto al proprio l’interesse della nazione».
Le polemiche c’erano anche prima. Dimissioni tardive?
«Spetta ai diretti interessati, non certo al Pd e al M5S, decidere quando si devono dimettere i ministri».
Ma la linea di governo ora non ha bisogno di un «reset»?
«Per capire quale sarà basta andare sul programma delle scorse elezioni e vedere le poche cose che sono rimaste da fare. Quella è la linea e saranno al centro dei nostri sforzi».
«Finché durerà la legislatura, ci impegneremo a fare




