
di Valentina Santarpia
Il testo presentato da Mara Carfagna, Noi Moderati: «Minori esposti a dinamiche progettate per un pubblico generalista, bisogna tutelarli»
Divieto di utilizzo delle piattaforme digitali per i minori di 13 anni e accesso consentito tra i 13 e i 16 anni esclusivamente attraverso il profilo per adolescenti. Sono questi i due punti chiave della proposta di legge presentata da Noi Moderati, che arriva qualche giorno dopo il 26 marzo, data storica perché è stata registrata la decisione dei giudici di Los Angeles in merito alla causa di KGM, la ventenne che ha denunciato le aziende dei social perché con i loro algoritmi di raccomandazione l’avrebbero portata verso una pericolosa dipendenza. Adesso Google e Meta sono chiamate a rispondere dei danni inflitti alla giovane. Le sentenze contro i big del digitale negli Usa non fanno però che accelerare una tendenza generale: dall’Australia alla Spagna, i governi stanno mettendo fine all’era dell’autoregolamentazione.
Anche in Italia, al Senato è già stato presentato, ma è fermo in commissione, il cosiddetto «Ddl Social» (disegno di legge n. 1136, dal titolo «Disposizioni per la tutela dei minori nella dimensione digitale»), che fissa l’età minima per l’accesso ai social a 15




