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Disinnescare Hormuz: D’amico punta un miliardo sulla flotta

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Il gruppo del trasporto marittimo con clienti i principali big dell’energia e 714 milioni di euro di ricavi lancia un piano di investimenti al 2029 per altre 21 nuove navi, mentre si prepara al passaggio alla quarta generazione e punta sulla formazione

Cento navi che trasportano grano, soia, carbone, bauxite o ancora benzina, diesel e jet fuel. Viaggiano nel crocevia delle rotte globali, collegando i grandi centri di produzione delle materie prime ai mercati di consumo mondiali. La bandiera è quella del gruppo d’Amico, sede a Roma, 714 milioni di euro di ricavi consolidati, 200 di margine operativo lordo. È uno dei principali player mondiali nel trasporto marittimo.
Un gruppo articolato con circa metà della flotta impiegata per grandi operatori dell’energia e delle materie prime, tra cui Total, Glencore, Vitol, Valero, Exxon, Trafigura, Ameropa, Jera, grandi trader e compagnie industriali. Quasi il 99% del fatturato arriva infatti da clienti internazionali. Presente in 14 paesi, la realtà guidata da Cesare e Paolo d’Amico – terza generazione degli armatori di origini campane – ha appena chiuso un investimento del valore di 800 milioni. «È un impegno che entro il 2029 arriverà a un miliardo per aggiungere 21 nuove navi alla flotta», dice Paolo

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