L’interista ha siglato al Genoa la sesta rete in questo campionato di A, suo primato personale: “I record di gol contano solo se portano un titolo…”
Giornalista
1 marzo – 00:05 – MILANO
Prima del ritorno nefasto contro il gelido Bodo Glimt, Federico Dimarco aveva risposto in tv con un colpo di accetta a una domanda maliziosa. Gli era stato chiesto di scegliere tra scudetto, Champions e qualificazione al Mondiale: “Fammene dire due, dai: scudetto e Mondiale…”. La più nobile coppa europea, sfuggita tra le dita non una ma due volte, nemmeno contemplata. Lontana dall’orizzonte. Al contrario, l’interista metteva sullo stesso piano il tricolore e il torneo che insegue tutta la nazione da dodici, infiniti anni. Più chiaro di così, difficile a dirsi. A riascoltare quelle parole dopo la cacciata dalla Champions, si capisce perché nessuno ad Appiano si sia davvero strappato i capelli per il disastro norvegese e perché tutti, invece, siano saltati dalla sedia ieri dopo l’ennesimo gol di Dimarco in questo suo campionato da mille e una notte. L’esterno nerazzurro ha domato anche il Genoa con il solito capolavoro-laser di sinistro




