di Leonard Berberi
Parla il presidente dell’Ente nazionale per l’aviazione civile: «Affiancherei al biglietto aereo un’assicurazione di viaggio. I vettori stanno comunque sui piani di contingenza»
«La situazione è complicata, il trasporto aereo vive giorni di fibrillazione, ma è tutto sotto controllo e non vedo criticità tali da far preoccupare i viaggiatori», rassicura al telefono da Houston, Pierluigi Di Palma, presidente dell’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac), mentre è impegnato in una missione istituzionale tra Canada e Stati Uniti. «Qui problemi con il carburante per gli aerei non ce ne sono, nel resto del mondo è un po’ diverso», dice durante un’intervista al Corriere. «Ma va anche detto che questa non è una crisi che nasce così, all’improvviso, con la guerra in Medio Oriente e la strozzatura nello Stretto di Hormuz».
In che senso?
«Da tempo l’Europa ha un problema di quantità di cherosene per aerei che non riesce a stare al passo con la crescita della domanda di viaggio: anno dopo anno se ne produce meno di quanto servirebbe. Viviamo in un periodo di boom del traffico aereo. E per questo è aumentato il peso delle importazioni di jet fuel, in particolare proprio dal Golfo Persico».




