
di Alessandra Muglia
Per il sociologo la bolla del potere è stata sorpresa dai risultati: «È stata l’affluenza record nelle città e la partecipazione dei giovani a influire sui risultati»
DALLA NOSTRA INVIATA
BUDAPEST«Una vittoria così schiacciante da parte di Magyar è inaspettata, mai Orbán ha ottenuto tanto». Tibor Dessewffy, direttore del Centro di ricerca di sociologia digitale all’Università Loránd di Budapest, risponde mentre segue lo spoglio da una casa dove si è dato appuntamento con colleghi e amici: «Qui siamo tutti basiti», dice.
Come spiega la resa di Orbán, che ha riconosciuto la vittoria di Magyar già a metà scrutinio?
«Sapeva che con lo spoglio della capitale la situazione per Fidesz poteva soltanto peggiorare. E ha sorprendentemente detto le parole giuste. Ma sui canali tv controllati dal governo la propaganda è andata avanti: hanno riparlato di interferenze dall’estero, dei servizi stranieri. Non se l’aspettavano perché vivono nella loro bolla che si alimenta dei dati falsi dei loro sondaggisti».
C’è stata un’affluenza record: è il risveglio di un popolo?
«C’è stata una partecipazione al voto eccezionale, non è mai accaduto prima: il 10 per cento in più di sempre. Abbiamo capito che l’alta affluenza avrebbe




