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Depositi e conti correnti che rendono il 2%: l’alternativa per difendere i risparmi dall’inflazione

di Patrizia Puliafito

Una soluzione per chi si vuole difendere dall’inflazione, senza sfidare la volatilità. Con costi e rendimenti che fanno concorrenza a Bot, Btp brevi ed Etf monetari

Per la gestione della liquidità — che non significa fare un investimento, ma semplicemente cercare di difendere dall’inflazione i soldi che non servono per le spese correnti —, gli strumenti esistono, ma occorre saperli scegliere, valutando i pro e i contro. Ad oggi, per rendimenti e costi, i conti di deposito vincolati sono una soluzione da valutare. Sui salvadanai web, già sul vincolo a 12 mesi, si può ottenere un rendimento netto/annuo intorno al 2%, che aumenta allungando il periodo di fermo. In ogni caso, se saranno confermate le previsioni di un’inflazione tra l’1,5% e l’1,9% per il 2026, l’obiettivo minimo potrebbe essere centrato. A queste caratteristiche si aggiungono altri vantaggi: il parcheggio della liquidità sui salvadanai virtuali non ha costi di attivazione, né di gestione e chiusura. Gli unici costi sono il 26% d’imposta sul rendimento e il due per mille sulla giacenza. Imposta, quest’ultima, che c’è ancora chi, come Banca Sistema, la assorbe a vantaggio del risparmiatore.

Il confronto

Facili da gestire, i depositi a tempo non

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