
L’ex stella del calcio americano: “Pochettino ha fatto un lavoro eccezionale, ha restituito carattere e fiducia alla squadra. Possiamo fare un percorso storico”
Clint Dempsey è uno di quelli che ha fatto a cazzotti con la vita e ha vinto all’ultimo round. Il sogno americano è negli occhi profondi di una delle icone del soccer “made in Usa”: 141 presenze in nazionale, una finale di Europa League persa col Fulham, tre partecipazioni ai mondiali, tre Gold Cup vinte. Cresciuto a Nacogdoches, a due ore da Houston, ha vissuto l’adolescenza in una roulotte. Quando aveva 12 anni ha visto morire sua sorella per un aneurisma. Prima di sfondare ha segnato a raffica nei tornei amatoriali del Texas. A Houston è un’icona. Lo incontriamo nella fan zone, insieme ai tifosi e a qualche cronista, per parlare di Mondiale, di Pulisic, di Mckennie e di quegli Usa del pallone che stanno stupendo tutti.
Il Mondiale è anche nel suo Texas: emozioni?
“Un orgoglio. Ricordo il 1994 e le partite a Dallas. Eventi così ispirano i ragazzi a inseguire i propri sogni, come facevo io”.
Gli Usa possono vincere?
“Sono rimasto colpito dal rendimento. Hanno gestito bene la pressione di un Paese.




