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Deficit/Pil al 3,1%, per l’Italia resta la procedura d’infrazione: i conti del 2025 complicano i piani del governo

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L’Istat conferma un deficit pubblico per il 2025 al 3,1% del Prodotto interno lordo: Giorgetti non esclude che quest’anno si debbano invocare le «circostanze eccezionali» per sforare il tetto del disavanzo con una deroga

L’Istat per ora conferma un deficit pubblico per il 2025 del 3,1% del Prodotto interno lordo, lo stesso dato già comunicato a inizio mese, e che non consentirebbe all’Italia l’uscita dalla procedura Ue per il deficit eccessivo. Il dato definitivo – quello di oggi è in realtà la somma di quattro trimestri – è in corso di verifica scrupolosa, e sarà notificato dall’istituto di statistica ad Eurostat, l’ufficio della Commissione Ue, solo il 22 aprile. 

L’ipotesi della deroga

Quel decimale in più oltre il tetto massimo del 3%, se confermato, rischierebbe di complicare ulteriormente le cose al governo, che a seguito della crisi energetica sta già sperimentando forti pressioni sul bilancio, al punto che il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti non esclude che quest’anno si debbano invocare le «circostanze eccezionali», previste dal Trattato, per sforare il tetto del disavanzo con la clausola di deroga prevista dal nuovo regolamento europeo di governance economica.

Si complicano i piani del governo

Il risultato negativo del 2025, in ogni caso, influirebbe.

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