
Il ceo di Edison: «Auspichiamo un confronto con la politica. Con il decreto gli investimenti nelle rinnovabili a valori di mercato non saranno sostenibili»
«Il decreto Bollette fa pagare il conto soltanto alle aziende elettriche e impatta un settore chiave per la decarbonizzazione».
Nicola Monti, ceo di Edison, che cosa non va bene in particolare?
«Stiamo valutando il decreto in queste ore, certamente gli impatti sono materiali e rischiano di penalizzare gli investimenti in fonti rinnovabili di tutti gli operatori energetici. Così si rallenta la transizione, perché alcuni investimenti negli impianti green a mercato nel Sud Italia, dove i prezzi zonali sono più bassi, rischiano di non essere più economicamente sostenibili. E poi favorirà la produzione a gas».
In che senso?
«Senza pagare l’Ets, produrre con le centrali termoelettriche a metano costerà meno e rischiamo addirittura di esportare verso Paesi che pagano l’Ets, a meno di una riforma del mercato europeo. Invece di incentivare gli investimenti nella transizione il decreto favorisce la produzione a gas. L’Italia ha ambizione di raddoppiare la capacità rinnovabile, non sono sicuro che il decreto sia in linea con i target di decarbonizzazione».
Ci sarà una distorsione del mercato dell’energia?
«Sì, perché applicheremmo regole diverse. La stessa cosa accadde nel 2022




