Da quando giocava in Brasile e lo chiamavano “Malvadeza” ai casi più recenti in Champions, la stella del Real finisce sempre al centro delle polemiche
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18 marzo – 14:37 – MILANO
Di cosa parliamo quando parliamo di Vinicius. Di un fuoriclasse assoluto, una delle stelle più luminose di questi tempi, ma anche di un giovane uomo di venticinque anni sempre al centro, suo malgrado, della bufera mediatica e dello scandalo. La cronaca di questi anni ci dà la contabilità delle volte – e sono davvero tante – in cui Vinicius è stato bersaglio del razzismo negli stadi d’Europa. E’ stata una litania di offese, insulti, ingiurie, affronti e ululati punteggiata da momenti in cui il brasiliano ha risposto ora incassando, ora sfoderando l’antica e velenosa arte della provocazione, anche a prescindere. È sicuramente una vittima, su questo non si discute. Eppure, siamo qui a domandarci: perché ce l’hanno tutti con lui? Perché è inviso a gran parte del pianeta-calcio?
il film della carriera—
Per cercare una risposta, proviamo a riavvolgere il film della sua carriera. Partendo dalla fine,




