di Massimiliano Jattoni Dall’Asén
Secondo l’ad del pastificio Divella solo trattando si potranno ottenere risultati: «Ma Trump non può governare in questo modo all’infinito»
«Ho pensato: finalmente c’è qualcuno in America che ragiona e che magari può far ragionare anche Trump», racconta Vincenzo Divella, a.d. dell’omonimo pastificio pugliese, commentando la sentenza della Corte Suprema Usa. «Peccato che subito dopo il presidente abbia annunciato un ulteriore 15% di dazio globale. Ma ormai lo conosciamo: provoca, spara alto. Non si può governare così all’infinito».
Divella, la preoccupa la minaccia di un ulteriore +15% sui prodotti europei?
Sinceramente non ci credo fino in fondo. Però più lui provoca, più l’Ue dovrebbe capire che serve un’Europa davvero unita, capace di rispondere con la stessa forza. Noi abbiamo gli strumenti per farlo. Fare la guerra commerciale non porta vantaggi a nessuno: bisogna sedersi a un tavolo e discutere.
Negli Stati Uniti si comincia a parlare di inflazione legata anche ai dazi. È un segnale importante?
Sì. L’America importa moltissimo e se gli articoli importati costano di più, l’inflazione sale. Alla fine pagano i consumatori americani. E mi pare che una parte della politica americana stia iniziando a rendersene conto. Non so fino




