di Massimiliano Jattoni Dall’Asén
Washington intanto li ha sostituiti con una nuova tariffa globale del 15%. Restano i nodi sui rimborsi e le tensioni con Europa e Cina
Washington frena, poi rilancia. A distanza di pochi giorni dalla sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti che ha dichiarato illegali i dazi imposti in base all’International Emergency Economic Powers Act, l’amministrazione americana ha ordinato lo stop alla loro riscossione. A comunicarlo è stata la U.S. Customs and Border Protection, che dalla mezzanotte di martedì disattiverà tutti i codici tariffari legati ai provvedimenti emergenziali varati negli anni scorsi.
Una marcia indietro tecnica, ma non politica. Perché quasi in contemporanea la Casa Bianca ha introdotto una nuova tariffa globale del 15%, fondata su un diverso impianto giuridico, pensata per sostituire quelle bocciate dai giudici. Il messaggio è chiaro: i vecchi dazi cadono, la linea protezionistica resta.
I dazi basati sull’Ieepa valevano oltre 500 milioni di dollari al giorno
L’agenzia doganale non ha spiegato perché le tariffe siano rimaste in vigore per giorni dopo la sentenza né ha fornito indicazioni sui possibili rimborsi agli importatori. Un silenzio che pesa, considerando le dimensioni del gettito in gioco: secondo le stime




