
Uno studio della Federal Reserve di New York analizza la distribuzione dell’aumento delle tariffe: la grandissima parte è stata scaricata sui prezzi, contrariamente a quanto aveva detto il presidente
Le imprese e i consumatori americani hanno pagato oltre il 90% dei dazi di Donald Trump. A dirlo non è un centro di ricerca europeo o di parte, ma uno studio della Federal Reserve di New York, la più influente delle 12 banche regionali che costituiscono il sistema della banca centrale americana. Analizzando la variazione dei prezzi applicati da esportati e importatori fra gennaio e novembre del 2025, i ricercatori hanno concluso che le nuove tariffe introdotte dalla Casa Bianca sono state scaricate quasi per intero sui prezzi finali negli Stati Uniti.
Chi ha pagato i dazi
Supponendo che un bene prodotto al di fuori degli Usa costi 100 dollari e che il nuovo dazio sia del 30%, è possibile che l’incremento dei costi doganali sia scaricato interamente sulle aziende e famiglie consumatrici sotto forma di un aumento dei prezzi a 130 dollari. Viceversa, è possibile che sia l’esportatore ad assorbire il dazio, riducendo il prezzo di esportazione a 70 e accettando quindi margini più risicati pur di non perdere clienti. Ebbene, secondo




