
Space Factory, gruppo nato a Napoli, punta a diventare un nuovo attore dei servizi biofarmaceutici con sperimentazioni sulla Stazione spaziale tra brevetti, missioni e investimenti pubblici e privati
Un lancio dopo l’altro, la fase di commercializzazione dello spazio è vicina. Questo è l’obiettivo di una piccola società di Napoli che, a forza di brevetti, ha sviluppato tecnologie innovative con cui entrare nel campo dei servizi in orbita nell’area biofarmaceutica. In realtà si tratta di un gruppo battezzato Space Factory (50 addetti) costituito nel 2015 e formato da due società, Ali e Mars Center, impegnate nella costruzione di sistemi per sperimentare nuovi prodotti in condizioni di microgravità.
A maggio porterà sulla Stazione Spaziale per la quinta volta un mini-laboratorio per test biologici preparati dagli scienziati Mariano Bizzarri dell’Università La Sapienza di Roma e Geppino Falco dell’Università Federico II di Napoli. Le ricerche riguardano lo sviluppo di un collagene per affrontare l’osteoporosi delle ossa (problema che affligge anziani e astronauti) e degli ovociti di bovini per studiare meccanismi di protezione da tumori.
Questa è la prossima tappa di una storia iniziata nel 2006, quando due ingegneri della famiglia Salza fondavano Ali con una meta ambiziosa: condurre esperimenti nello spazio e riportarli a




