Nel giorno del Giudizio la Torre dei Beati accoglierà solo chi ha superato gravose prove . Il nome dell’azienda, suggerito dal prezioso affresco presente nella chiesa locale, racconta della grande ispirazione, degli sforzi e delle gratificazioni che animano la filosofia produttiva dei proprietari, in prossimità dei contrafforti collinari della Valle del Tavo, prende in dote dal territorio favorevoli condizioni climatiche: freschi influssi notturni del Gran Sasso e miti tepori della costa. Il suolo argilloso calcareo segue le morbide forme dei colli aprutini, disegnando il carattere di vini che mai si vogliono estremi. L’impianto delle vigne storiche è a tendone abruzzese. Un’attenta raccolta scalare ripartisce le fasi della vendemmia, portando in cantina solo uve selezionate e a giusta maturazione. La coltivazione è in regime biologico fino dai primordi.

I vigneti di Torre dei Beati: tra Gran Sasso e Adriatico
Ho ricontattato dopo tanto tempo Adriana Galasso e Fausto Albanesi dopo un riassaggio sfolgorante del Montepulciano d’Abruzzo Riserva Cocciapazza 2009, ancora in splendida forma e il mio desiderio di degustare le nuove annate è stato subito esaudito. Una gamma di 8 vini per 4 denominazioni. Andiamo in ordine decrescente per annate. “Stiamo lavorando sull’antico vitigno Pecorino, di recente recuperato nei nostri territori,




