di Adriano Barrì
L’indice Ftse Mib al massimo storico dopo 26 anni, spinto nell’ultimo triennio da Leonardo, Prysmian e banche: saranno loro a prolungare la corsa?
Il 14 maggio 2026, per la prima volta da marzo 2000, l’indice Ftse Mib ha superato la soglia dei 50 mila punti, a un passo dal primo massimo del terzo millennio, fissato a 50.108 punti.
Si tratta di un traguardo raggiunto dopo 26 anni e 2 mesi, a conferma del ritardo strutturale di Piazza Affari rispetto ad altre grandi piazze finanziarie: lo S&P 500 impiegò solo 14 anni e 4 mesi per recuperare il massimo post-2000, mentre il Dax tedesco ancora meno: 7 anni e 3 mesi. A differenza degli indici di Usa e Germania, che oggi quotano molto sopra i picchi del 2000 — l’S&P500 a 7.535 punti, oltre quattro volte il precedente massimo, il Dax ha triplicato il proprio valore a a 24.400 punti — l’Ftse Mib resta ancora leggermente sotto il livello record.
Il confronto con le altre Borse evidenzia quindi che per Piazza Affari il percorso di recupero è solo all’inizio. Il traguardo dei 50 mila punti è reale e significativo, ma rappresenta l’inizio di una sfida




