“Erminone. Vite&Vite. Fermenti femminili” di Elvia Gregorace è una narrazione ibrida e intensa che unisce tempi e mondi lontani. Lo fa attraverso il vino, passando dai simposi dell’Olimpo alla nostra moderna realtà enologica, in particolare a quella tutta al femminile.
Ermione, la voce femminile dell’Olimpo
La figura centrale è Ermione, figlia di Elena e Menelao, che pagò con sofferenza e rabbia la sua condizione di donna tra gli dei. È un mito ancora vivo nell’arte e nella letteratura e il libro le restituisce la vita. Le fa raccontare in prima persona gli intrighi, le ambiguità e le violenze intorno a quei convivi in cui il vino scorreva a fiumi, sempre riservati agli dei maschi, e la ninfa li racconta con dolore e in prima persona. “Sono stata allevata da regina – lamenta- ma sempre di una femmina si trattava”.

Il libro “Erminone. Vite&Vite. Fermenti femminili” di Elvia Gregorace
Se allora la giovane infelice non poteva imporsi, con un salto nel tempo il riscatto arriva, sempre attraverso il “nettare degli dei”, legandosi ad altre donne dei tempi nostri: una rappresentanza di vignaiole di varie regioni italiane. Determinate, coraggiose e innovative, sono capaci di sgombrare il campo da ombre e pregiudizi. Avanguardia di




