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Dai viaggi spaziali al crac, ascesa e rovinosa caduta di Leopold Aschebrenner, il «Nostradamus dell’AI»

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di Matteo Persivale

L’investitore tedesco, 24 anni, grazie a una fitta rete di contatti nella Silicon Valley ha creato un fondo d’investimento che, dopo il successo iniziale, è crollato vertiginosamente

DAL NOSTRO INVIATO
NEW YORK – Non è più moda, per una serie di motivi, almeno in certi ambienti, ascoltare i campanelli d’allarme. L’ultimo caso clamoroso, in ordine di tempo, è quello di Leopold Aschenbrenner. Proprio nel giorno in cui Bill Gates pubblica sul suo sito un lungo, devastante articolo che mostra come «there is no plan», non c’è un piano per gestire razionalmente la crescita esponenziale dell’intelligenza artificiale e dei suoi effetti, il Wall Street Journal è l’ultimo giornale finanziario in ordine di tempo a raccontare la fulminea ascesa e rovinosa caduta di quello che chiama «il Nostradamus dell’Ai», soprannome già allarmante di suo visto che Nostradamus (1503-1566) era molte cose ma non certamente un mago che vedeva, chissà come, il futuro.

Aschenbrenner, tedesco, diventa rapidamente una figura di spicco nella Silicon Valley dopo aver scritto un manifesto sull’intelligenza artificiale di 165 pagine intitolato Situational Awareness, «Consapevolezza situazionale». Basta quello, nonostante il curriculum sottile, per lanciare il suo hedge fund. Dopo la laurea alla Columbia a soli

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