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Dai marinai ingaggiati nei porti ai ciclisti sugli AC75: storia degli equipaggi della Coppa America

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Nel 1800 si ingaggiavano “atleti” nei porti per i giganteschi J-Class, poi si è passati ai maghi dei foil, passando per i ciclisti al posto dei grinder. Ecco l’evoluzione del modo di portare le barche della Regata per eccellenza

Maurizio Bertera

26 settembre (modifica alle 23:48) – MILANO

Sapere che il prossimo anno l’America’s Cup a Napoli, verrà disputata su barche lunghe 23 metri, con sole cinque persone a bordo più il cosiddetto ‘guest racer’ (passeggero presumibilmente Vip, che si limita a vedere) fa sorridere pensando alle ciurme delle prime edizioni ma anche ai nutriti equipaggi dei 12 metri. È la vela di oggi, almeno quella di altissimo livello: sui catamarani F50 del SailGP quando c’è poco vento da sei persone si scende a cinque, sui mostri dell’oceano a caccia dei record normalmente si naviga in pochi per risparmiare peso. Erano sei gli eroi di Sodebo Ultim 3, trimarano di 32 metri, che ha abbassato a 40 giorni e 10 ore il tempo del trofeo Jules Verne per la circumnavigazione più veloce. Insomma sempre in meno ma fenomeni, ossia l’opposto degli equipaggi delle barche che disputarono l’America’s

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