di Andrea Bonafede
È il costo extra del finaziamento del debito sostenuto dalle principali economie e dovuto all’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato per la guerra in Iran: lo riporta un’analisi del «Financial Times». Se il trend dovesse continuare, in un anno la cifra arriverebbe a 34 miliardi
Il debito pubblico degli Stati Uniti ha da poco sfondato quota 40 mila miliardi di dollari. Quello italiano, lo scorso giugno, ha raggiunto la cifra record di 3.207,2 miliardi di euro. E il rapporto debito/Pil è in aumento in Europa, seppure il trend non riguardi in maniera omogena tutti i Paesi. La crisi in Medio Oriente scoppiata a fine febbraio non solo ha risvegliato l’inflazione, non solo ha costretto i governi a mettere mano alle risorse pubbliche per fronteggiare il caro vita (soprattutto per i carburanti), ma ha anche causato un aumento del prezzo al quale gli Stati si indebitano. Secondo un’analisi dei dati sulle emissioni di titoli di Stato condotta dal Financial Times, l’aumento dei rendimenti obbligazionari globali registrato dall’inizio del conflitto tra Stati Uniti e Iran ha fatto lievitare di 16 miliardi di dollari i costi di finanziamento per i Paesi del G7.
Le prospettive se le




