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Da traditore a simbolo degli studenti: la Serbia cambia e Djokovic ora può tornare dall’esilio

Dal sostegno alle proteste dopo la tragedia di Novi Sad alla rottura con i media filogovernativi fino alla fuga in Greci: il campione serbo si è schierato al fianco del movimento studentesco

Giulia Arturi

Giornalista

29 ottobre (modifica alle 10:38) – MILANO

“Sono molto felice per tutto questo. Nutro il più profondo rispetto per gli studenti che hanno lottato e dimostrato dignità e resilienza. Ammiro moltissimo ciò che hanno fatto. Sono riusciti a risvegliare un senso di orgoglio in Serbia e nel mondo”. La reazione di Djokovic al risultato elettorale in Serbia arrivano dal torneo di Basilea, in Svizzera. Terra di neutralità, ma non in questo caso, perché le posizioni del tennista serbo a favore del movimento sono chiare dal 2024. Il contesto: domenica 25 ottobre la lista studentesca ha vinto le elezioni in Serbia, costringendo l’ex presidente Vucic ad ammettere la sconfitta dopo 14 anni di dominio politico. Un risultato storico: nato dal basso meno di due anni fa, il movimento ha raccolto un’opposizione trasversale al sistema di potere autoritario e illiberale. E che potrebbe portare Nole a rientrare in patria, dopo anni di esilio

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