La storia di Gloria Clama e del suo Indiniò è una di quelle che vale la pena ascoltare. Ci troviamo a Raveo (Ud), piccolo paesino della Carnia ai piedi dei boschi. Un luogo affascinante, sperduto, ancora selvaggio. Classe 1978, quella che è oggi una delle cuoche più interessanti del panorama regionale friulano, ma potremmo dire anche nazionale, senza timore di essere smentiti. Una donna coraggiosa, che da operaia mulettista decide di provare a cambiare dimensione: «avevo quarant’anni spaccati e, riflettendo sul futuro e su che cosa avrei fatto raggiunti i sessanta, mi sono chiesta se volessi continuare così oppure se ci fosse anche per me un trampolino di lancio, qualcosina in più. Ero un po’ stanca della vita che facevo ormai da vent’anni. Così mi sono candidata a Masterchef. Se non mi avessero chiamato avrei continuato in fabbrica, ma evidentemente, parlando di me, ho scritto la cosa giusta». Un viaggio Tolmezzo-Milano: «mi sono comprata un thermos e ci ho messo il maialino a bassa temperatura» e il resto è una bella storia, perché Gloria arriverà in finale, nel 2019.
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