Si chiama Richardson Viano, è arrivato in Europa a tre anni, adottato da una famiglia di guide alpine torinesi andate a vivere in Francia. “E ora sulla mia giacca per i Giochi ho disegnato il romanzo della mia vita. Il tempo dopo la prima manche? L’ho guardato tre volte, pensavo avessero sbagliato”
16 febbraio – 18:18 – BORMIO (SONDRIO)
Era venuto preparato. Non perché si aspettava di centrare addirittura la qualificazione alla seconda manche con il ventinovesimo tempo (a 8″17 dal leader McGrath, che poi sciuperà l’oro uscendo nella seconda manche), ma perché sapeva che la sua storia avrebbe attratto tante persone. “Ho raccontato la mia storia in un libro, sapete?, si chiama ‘Ad Haiti sognavo la neve’, magari lo tradurranno anche in inglese e francese”, attacca in zona mista con un italiano sorprendente. “Come mai? Sono arrivato in Europa quando avevo tre anni, la mia storia è cominciata lì, da mamma e papà italiani”.
da haiti alle olimpiadi—
Viano nasce ad Haiti nel 2002, finisce in orfanotrofio e a 3 anni viene adottato da Silvia e Andrea, guide alpine torinesi che vivono a Briançon, in Francia, molto vicino




