
di Natalia Distefano
Dal 31 gennaio al 26 aprile, lo Spazio Extra del Museo nazionale delle arti del XXI secolo ospita l’esposizione «Franco Battiato. Un’altra vita», con un percorso tra dischi, riviste, cimeli e i quadri firmati dall’artista siciliano
Roma C’è la vita di un ragazzo del 1945 che, diciannovenne, parte dalla Sicilia inseguendo i suoi orizzonti musicali. Poi quella degli esordi a Milano, fra incontri preziosi — su tutti Giorgio Gaber — inseguendo il successo. E ancora, c’è il momento della sperimentazione sul suono sintetico negli anni ’70; quello del pop glorioso negli ’80; quello poi della musica colta e del pensiero mistico. Infine il ritorno in Sicilia, alle pendici dell’Etna nella villa di Milo, fra meditazione e pittura.
C’è tutto questo nella mostra Franco Battiato. Un’altra vita, al museo Maxxi di Roma da oggi al 26 aprile, curata da Giorgio Calcara con Grazia Cristina Battiato (nipote dell’artista). Un titolo che non è solo l’omaggio alla canzone forse più disincantata di Orizzonti perduti, album del 1983, ma suggerisce come l’esistenza del cantautore catanese non si sia esaurita nel 2021 con la sua scomparsa. «L’esposizione racconta quei tanti Battiato cristallizzati in un corpo solo e in un’esperienza




