
di Monica Guerzoni
Il ministro della Difesa aveva segnato su un foglietto giudizi lapidari sugli esponenti delle opposizioni che lo avevano incalzato in aula
È quando tutto è finito, che tutto comincia. Guido Crosetto sbuca dal’Aula della Camera dopo l’informativa sulle basi americane, due dozzine di giornalisti lo aspettano al varco e lo sfogo del titolare della Difesa parte subito: «Avrei voluto replicare, sì!». Ha preso un sacco di appunti, ministro… «Purtroppo la replica non si può fare. Ma è surreale che il Parlamento ti chiami per una informativa, tu vieni, rispondi e ti dicono “perché hai detto questo?”
Sembra la storia “Ciccio toccami, mamma Ciccio mi tocca”».
Il co-fondatore di FdI ha tra le mani una cartellina nera: è aperta e in bella vista c’è il foglietto con il logo della Camera sul quale ha appuntato in corsivo i suoi pensieri riguardo agli interventi degli avversari. La prima riga è dedicata alla capogruppo del Pd: «Braga peggio di Ricciardi». E dire che il presidente dei deputati del M5S non era stato tenero per nulla, aveva buttato sulle spalle di Meloni il «lockdown energetico» e messo in relazione il governo a chi oggi si arricchisce producendo armi, «persone




