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Crisi energetica, l’imprenditore Alessandro Vescovini: «Non è come nel 2022, ma temo la recessione: sul gas pericolo su prezzi e forniture»

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di Federico Nicoletti

Alla guida di Sbe-Varvit, nel 2022, propose di realizzare un terminal «fai da te» per il gas liquefatto con una nave non ancorata davanti a Caorle e una bettolina a far la spola con Monfalcone: venne bloccato

Il Nordest di fronte al nuovo choc energetico? «Per fortuna non siamo a quattro anni fa e i rigassificatori ci sono». Ma i rischi sono comunque enormi, su prezzi e quantità disponibili di gas, specie per le imprese. Con un’altra quasi certezza: «Anche sbloccassero oggi lo Stretto di Hormuz, avremmo comunque davanti una recessione di 4-5 mesi». E sulla sicurezza degli approvvigionamenti energetici stiamo a zero e varrebbe la pena recuperare, e moltiplicare, il progetto proposto a settembre 2022, che interessava anche il Veneto, tra soci e imprese-clienti già pronte: quello del terminal «fai da te» per il gas liquefatto. Ruotava intorno a una nave gasiera non ancorata, da porre a venti miglia davanti a Caorle, con una bettolina a far la spola con il porto di Monfalcone, per scaricare il gas, sempre liquefatto, in Iso-container su camion o vagoni merci, da far arrivare alle imprese-clienti, che dovevano dotarsi di un impianto di rigassificazione all’ingresso dell’azienda. Consumi stimati:

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